La menopausa è una fase di grandi cambiamenti per una donna e in genere si accompagna a una serie di segnali, dalla scomparsa del ciclo mestruale a numerosi sintomi caratteristici, che la rendono piuttosto facile da riconoscere. Sono comunque disponibili alcuni esami che, in caso di dubbi, permettono di avere conferma che sia effettivamente iniziata e di adottare tutti gli accorgimenti utili per viverla nel modo migliore. In questo articolo illustreremo quali sono le analisi da fare per sapere se si è in menopausa, vedremo in quali circostanze può essere consigliabile sottoporsi a questi test e spiegheremo perché è importante che una donna sia consapevole dell’ingresso in questo delicato periodo della vita per prendersi cura della sua salute e del suo benessere.

Cos’è la menopausa e come riconoscerla

La menopausa è un evento naturale e fisiologico nella vita di una donna e coincide con la fine del ciclo mestruale e del periodo fertile. In genere si verifica tra i 45 e i 55 anni di età, ma sono comuni anche casi di menopausa tardiva o precoce, cioè che si presentano dopo o prima rispetto a questa fascia di età. Si parla di menopausa quando l’assenza di mestruazioni dura per almeno 12 mesi consecutivi, tuttavia la scomparsa definitiva del ciclo è quasi sempre preceduta da una fase di irregolarità mestruale, detta perimenopausa o premenopausa, che può protrarsi per mesi o anni in modo variabile da persona a persona e che si caratterizza per la presenza di mestruazioni più o meno abbondanti e più o meno frequenti.

In questo periodo, oltre alle alterazioni del ciclo possono presentarsi anche altri disturbi, sia fisici che emotivi, legati ai cambiamenti di natura ormonale che si associano alla menopausa, in particolare alla fluttuazione e, poi, al calo dei livelli di estrogeni, gli ormoni riproduttivi prodotti dalle ovaie. Tra i più comuni sintomi che la donna può avvertire ci sono vampate di calore, eccessiva sudorazione, disturbi del sonno, tachicardia, sbalzi di pressione, secchezza vaginale, dolore durante i rapporti sessuali, frequenti infezioni del tratto urinario, come la cistite, ma anche stanchezza, irritabilità, umore instabile, calo della concentrazione e della memoria, ansia e tristezza.
Come avere la certezza di essere entrate in menopausa? Sono sufficienti questi segnali? Quali sono i test da effettuare per averne conferma e quando è utile eseguirli?

Test per la menopausa, quando è utile eseguirli

Normalmente non è necessario alcun esame per accertare se una donna è in menopausa: l’età, la scomparsa del ciclo mestruale e l’eventuale presenza dei sintomi caratteristici di questo periodo, infatti, sono sufficienti per diagnosticare con sicurezza l’ingresso in questa fase della vita, in modo autonomo o dopo un colloquio con il medico o con il ginecologo.

In alcune situazioni, tuttavia, può essere consigliabile eseguire alcuni test per definire meglio il quadro clinico: è il caso di una sospetta menopausa precoce, che è importante confermare con esami specifici, utili anche per escludere condizioni diverse che potrebbero causare alterazioni del ciclo mestruale e altri disturbi tipici della menopausa. L’insonnia e la forte sudorazione, infatti, potrebbero essere la spia di disfunzioni della tiroide, come l’ipotiroidismo, mentre le irregolarità mestruali potrebbero essere legate a problematiche di natura ginecologica. In linea generale, in presenza di sintomi che fanno ipotizzare l’inizio della menopausa, è bene consultarsi con il medico o con il ginecologo, che valuteranno l’opportunità di effettuare una serie di esami per confermarla. Approfondiamo quali sono questi accertamenti.

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I principali esami per capire se si è in menopausa

I principali esami da eseguire per sapere se si è in menopausa sono il dosaggio degli ormoni sessuali, per valutare la funzionalità ovarica e la fertilità, e quello degli ormoni tiroidei, perché questa ghiandola influisce sulla regolarità del ciclo mestruale e sulla capacità riproduttiva e alcune sue alterazioni possono presentarsi con disturbi simili a quelli della menopausa. Esaminiamo più in dettaglio queste analisi.

Il dosaggio degli ormoni sessuali

La misurazione dei valori degli ormoni sessuali include il controllo dei livelli di:

  • FSH, cioè l’ormone follicolo-stimolante prodotto dall’ipofisi (la ghiandola che regola la produzione ormonale delle ovaie), che durante il ciclo mestruale controlla la maturazione del follicolo e che aumenta in modo significativo con l’arrivo della menopausa proprio per effetto della diminuzione – e poi della cessazione – della funzionalità ovarica e della riduzione del numero di follicoli;
  • LH, ovvero l’ormone luteinizzante, anch’esso prodotto dall’ipofisi, che insieme all’FSH stimola la produzione di estrogeni e che, come l’FSH, cresce in menopausa;
  • 17-beta estradiolo, ormone della categoria degli estrogeni che è prodotto dalle ovaie ed è un indicatore della loro funzionalità, il cui valore diminuisce con la fine del periodo fertile;
  • progesterone, ormone steroideo che durante il ciclo permette di verificare se è avvenuta l’ovulazione e prepara l’utero all’impianto dell’embrione, anch’esso soggetto a un calo durante la menopausa;
  • ormone antimuelleriano (AMH), importante misura della riserva funzionale ovarica e della fertilità della donna, che in menopausa diminuisce.

È possibile eseguire questi esami in ospedale o in un laboratorio di analisi, con un semplice prelievo di sangue. Esiste anche un test casalingo per la menopausa che dà la possibilità di misurare autonomamente i valori dell’FSH: si acquista in farmacia, si effettua su un campione di urine e funziona come un test di gravidanza. Questo kit può essere utile per ottenere velocemente un’indicazione di massima, ma, anche se l’esito dovesse risultare positivo, è comunque consigliabile rivolgersi al medico o al ginecologo per avere un parere definitivo e farsi suggerire eventuali altri accertamenti diagnostici.

Diagnosi di menopausa: perché è importante per la salute della donna

Di solito, una volta conclusi gli esami ormonali e avuta conferma dell’inizio della menopausa, il medico o il ginecologo suggeriscono anche l’esecuzione di una serie di esami di controllo: questi accertamenti servono a escludere, o a diagnosticare tempestivamente, eventuali problematiche di cui lo scompenso ormonale che caratterizza questa fase della vita potrebbe aumentare il rischio. La menopausa, infatti, rende le donne più vulnerabili alle malattie cardiovascolari (come infarto, ictus cerebrale e ipertensione arteriosa), fino a quel momento più comuni negli uomini, perché il calo degli estrogeni fa venire meno l’azione protettiva che questi ormoni, riducendo i livelli di colesterolo nel sangue, esercitano nel periodo fertile. La carenza estrogenica, inoltre, determina un rallentamento del metabolismo e un aumento del peso corporeo e del grasso addominale, che rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare. La menopausa, infine, rende le donne più suscettibili alle patologie osteoarticolari, in particolare aumenta l’incidenza dell’osteoporosi, e ad alcuni tumori ginecologici.

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Per questo motivo, una volta che questo periodo della vita è iniziato è utile sottoporsi regolarmente ad alcuni controlli di prevenzione, effettuando esami come:

  • il quadro lipidico completo, con particolare attenzione ai valori di colesterolo e trigliceridi;
  • la misurazione dell’IMC (Indice di Massa Corporea);
  • un controllo cardiologico;
  • la MOC (mineralometria ossea computerizzata), o densitometria ossea;
  • le misurazione della pressione arteriosa;
  • il pap test;
  • la mammografia e/o ecografia mammaria.

Anche in quest’ottica è importante che una donna sappia con certezza, se necessario grazie a esami specifici, di essere entrata in menopausa: questa consapevolezza, infatti, le permette di adottare una serie di buone abitudini e di comportamenti virtuosi per vivere questo periodo con serenità e prendersi cura della sua salute al meglio.

Un aiuto può arrivare dalla polizza UniSalute Donna, l’assicurazione sanitaria che dà la possibilità di effettuare gratuitamente gli esami del sangue e delle urine e di usufruire di pacchetti di prevenzione in vari ambiti, come quelli endocrinologico, cardiologico, senologico e oncologico. UniSalute Donna, inoltre, prevede il rimborso dei ticket sanitari per visite specialistiche e accertamenti diagnostici svolti all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e a garantire l’accesso a prestazioni a tariffe agevolate nelle strutture sanitarie convenzionate: un’ampia gamma di soluzioni pensate per affiancare la donna in ogni fase della sua vita e per proteggere il suo benessere a tutte le età.

 

Fonti:

www.salute.gov.it/

www.issalute.it/

www.humanitas.it/


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