[ad_1]
La perdita di sangue dal naso, detta “epistassi”, è un evento piuttosto frequente che può essere dovuto a molteplici cause, solitamente non gravi. Anche se nella maggior parte dei casi questo episodio non deve destare particolare preoccupazione e tende a risolversi autonomamente seguendo le indicazioni che vedremo, ci sono circostanze in cui invece è necessario rivolgersi al pronto soccorso o consultare un medico.
In questo articolo cercheremo di capire cosa può provocare un’epistassi, sia negli adulti che nei bambini, quando è il caso di preoccuparsi, come intervenire e soprattutto quali errori non fare nel tentativo di fermare l’emorragia.
Con il termine “epistassi”, come abbiamo detto, ci si riferisce alla perdita di sangue dal naso. Questa può essere più o meno intensa a seconda della situazione, e riguardare la parte anteriore o posteriore del naso: in base alla zona in cui si verifica l’emorraggia, infatti, si distinguono l’epistassi anteriore, che riguarda la maggioranza dei casi e che di solito è più semplice da gestire, e l’epistassi posteriore, che avviene più in profondità, all’interno del naso. Quest’ultima è meno frequente della prima, ma l’emorragia può essere più consistente facendo defluire il sangue attraverso la gola. L’epistassi posteriore, di solito, richiede un intervento medico.

Non di rado ci si spaventa di fronte a una perdita di sangue dal naso, anche se la maggior parte delle volte non si tratta di qualcosa di grave. L’epistassi, infatti, è un evento comune, che riguarda tutte le età. Spesso a provocarla sono lievi traumi locali, come soffiarsi il naso con forza o l’abitudine di mettere le dita nel naso tipica di molti bambini, la secchezza della mucosa nasale, ma anche le infezioni alle vie aeree superiori come, ad esempio, il raffreddore.
In certi casi, tuttavia, questi episodi potrebbero nascondere un problema più serio se si verificano con una certa frequenza, in modo particolare negli adulti. Prima di scoprire cosa fare per fermare una perdita di sangue dal naso e quali errori non commettere, quindi, vediamo più nel dettaglio le principali cause di questo fenomeno.
L’epistassi è piuttosto frequente nei bambini tra i 2 e i 10 anni (mentre è più rara sotto i 2 anni) perché la parte anteriore del naso dei più piccoli è composta da una fitta rete di vasi sanguigni molto fragili. Tra i fattori che più spesso possono provocare la rottura di questi capillari ci sono, ad esempio:
Anche negli adulti, la maggior parte delle volte, l’epistassi è legata a fattori come ad esempio piccoli traumi al naso, infezioni alle vie respiratorie superiori, riniti allergiche, secchezza della mucosa. Ricordiamo inoltre che questo fenomeno può presentarsi anche in seguito a un trauma a carico delle ossa o del setto nasale.
Talvolta la perdita di sangue dal naso può essere provocata da motivi diversi. A esempio, potrebbe verificarsi in coloro che assumono farmaci come gli anticoagulanti oppure in presenza di varie patologie come disturbi della coagulazione del sangue, tumori della cavità nasale e dei seni paranasali, o neoplasie ematologiche, ossia tumori a carico di midollo osseo, sistema linfatico e sistema immunitario, solo per citare alcune delle altre possibili cause. Come abbiamo detto, però, in genere si tratta di circostanze meno frequenti. Proprio perché è importante capire quando è bene indagare meglio le motivazioni sottostanti, nel corso dell’articolo vedremo anche quando è consigliabile rivolgersi al medico in caso di epistassi.
In certi casi l’epistassi può avvenire durante il sonno. Generalmente, le cause sono le stesse viste in precedenza: tra le più frequenti rientrano secchezza della mucosa nasale, allergie che causano infiammazione all’interno del naso, raffreddori e altre infezioni delle vie respiratorie superiori.
PeopleImages/gettyimages.it
Dopo aver visto cos’è l’epistassi e i possibili fattori scatenanti, cerchiamo di capire come fermare la perdita di sangue dal naso, che rimedi adottare e quali comportamenti evitare per non rischiare di peggiorare la situazione.
Secondo gli esperti, in caso di epistassi bisogna evitare di:
Anche per la gestione dell’epistassi nei bambini, l’Ospedale Bambino Gesù raccomanda di non far sdraiare il piccolo, non fargli piegare la testa all’indietro e di non inserire vari materiali nelle narici per fermare il sanguinamento. Inoltre, consiglia di mantenere la calma, per non rischiare che il bambino si spaventi troppo, e di non bagnare il naso con acqua calda, perché il calore potrebbe aggravare l’epistassi.
In caso di epistassi, gli esperti suggeriscono di procedere così:
Anche nel bambino, come illustra l’Ospedale Bambino Gesù, la tecnica di intervento è la medesima. Facendolo stare seduto o in posizione eretta, con il capo leggermente inclinato in avanti, bisogna tenere premute le sue narici per circa dieci minuti, operazione che il bambino può svolgere anche da solo se non è troppo piccolo. Trascorso questo lasso di tempo, è possibile rilasciare la pressione sul naso per vedere se l’epistassi si è fermata; se il sangue esce ancora, è necessario ripetere questi passaggi una seconda volta.
L’ospedale consiglia anche di invitare il bambino a soffiare delicatamente il naso per eliminare eventuali coaguli di sangue, e di non lasciarlo mai da solo quando è in corso l’emorragia.
La maggior parte dei fenomeni di questo tipo si risolve autonomamente. Di solito, infatti, si tratta di epistassi che coinvolgono la parte anteriore del naso, che non richiedono un trattamento medico e che si esauriscono da soli grazie alla procedura che abbiamo appena visto. Quando l’emorragia non si ferma e non si riesce a bloccarla dopo 15-20 minuti, invece, è necessario rivolgersi al pronto soccorso, come quando si verifica in seguito a un colpo alla testa o a un infortunio grave.
In particolare per quanto riguarda i bambini, l’Ospedale Bambino Gesù suggerisce di rivolgersi al pediatra o di recarsi al pronto soccorso se:
Al fine di bloccare l’emorragia il medico può ricorrere a un tamponamento nasale, ad esempio usando una specifica spugna che, passato qualche giorno, viene rimossa. Dopo aver tolto il tampone, inoltre, in genere viene consigliato di applicare una crema o un unguento emolliente e cicatrizzante. In certi casi, il medico potrebbe anche ricorrere a tecniche differenti, come ad esempio la cauterizzazione, ossia la “bruciatura” del capillare che causa l’emorragia.
bymuratdeniz/gettyimages.it
Come abbiamo detto, nella maggior parte dei casi l’epistassi non è qualcosa di preoccupante. Tuttavia ci sono circostanze che, secondo gli specialisti, dovrebbero rappresentare un segnale d’allerta e spingerci a rivolgerci al medico, in particolare:
Per prevenire gli episodi di epistassi, lo specialista potrebbe suggerire l’applicazione di unguenti emollienti specifici per umidificare la mucosa del naso, che possono essere utili soprattutto durante i cambi di stagione, a coloro che assumono farmaci che interferiscono con la coagulazione sanguigna o alle persone che soffrono di allergie.
In ogni caso, come abbiamo detto, se si verificano ripetuti episodi di sanguinamento nasale è importante chiedere il consulto del medico per indagarne le cause: questo ci permetterà di scoprire che cosa provoca l’epistassi e di intervenire nel modo più opportuno.
In generale, inoltre, ricordiamo che sottoporsi regolarmente a esami e visite di controllo rappresenta un’abitudine virtuosa per tenere monitorata la propria salute, accorgersi per tempo di determinate patologie oppure prevenirle. Ecco perché può essere utile sottoscrivere una delle polizze sanitarie messe a disposizione dai Piani Individuali di UniSalute, una serie di soluzioni studiate appositamente per diverse necessità: acquistando una delle assicurazioni proposte, si avrà la possibilità di usufruire di prestazioni sanitarie gratuite o a prezzi scontati rispetto alle cifre presenti sul mercato.
E voi sapevate come intervenire in caso di epistassi? Vi siete mai trovati in questa situazione?
Fonti:
msdmanuals.com
my.clevelandclinic.org
ospedalebambinogesu.it
grupposandonato.it
humanitas.it
ospedaleniguarda.it
nhs.uk
uppa.it
L’articolo Perdita di sangue dal naso (epistassi): cosa non fare per fermarla sembra essere il primo su InSalute.
[ad_2]
Source link