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In inverno i bambini sono spesso soggetti a diversi malanni stagionali come raffreddore e influenza, otiti o bronchiti.
Da genitori, è sempre bene mantenere alta la guardia ed essere in grado di distinguere i disturbi da raffreddamento da quelli di carattere virale. Tra questi, uno dei più diffusi è certamente l’influenza, soprattutto nel periodo autunnale e invernale. Vediamo insieme come riconoscerne i sintomi, per non confonderla con altre forme batteriche, e come prevenire i malanni stagionali nei bambini.
L’influenza è una delle cause principali dei malesseri che colpiscono i bambini in inverno, soprattutto nei soggetti più sensibili, come abbiamo spiegato poco tempo fa in questo articolo.
La trasmissione degli agenti patogeni responsabili dell’influenza, infatti, avviene per via aerea o per mezzo di oggetti contaminati, in due modi:
Rawpixel.com/shutterstock.com
Ecco perché aule scolastiche, mezzi pubblici, ma anche centri commerciali e altri luoghi di aggregazione, sono, purtroppo, spazi ideali per la propagazione di questi patogeni.
Va detto infine che ii virus influenzali sono in genere molto resistenti, e possono sopravvivere per lungo tempo su superfici esterne del corpo, per poi penetrare nell’organismo attraverso le mucose.
Negli adulti il virus dell’influenza si trasmette da tre fino a sette giorni dopo l’inizio della sintomatologia, mentre i bambini e persone immunodepresse risultano essere contagiose nel momento stesso in cui si manifestano i sintomi della malattia, e lo saranno per un periodo di tempo maggiore rispetto ad un adulto.
Ecco perché è molto importante tenere i bambini a casa non appena compaiono i primi disturbi influenzali, così da evitare di contagiare soggetti sani.
L’influenza, sia nei bambini che negli adulti, è contraddistinta da un repentino manifestarsi di sintomi che si possono racchiudere generalmente in 5 forme:
leksandra Suzi/shutterstock.com
In aggiunta, poi, possono verificarsi anche altri sintomi come nausea, vomito e diarrea, talvolta provocati da virus simil-influenzali, soprattutto nei bambini.
La diagnosi viene effettuata mediante tampone o aspirato rino-faringeo, che e consente l’identificazione del virus e può essere richiesto dal pediatra.
Il decorso della malattia influenzale si compie quasi sempre in 7-10 giorni, ma nei bambini, così come soggetti più vulnerabili, come anziani o malati cronici, possono talvolta verificarsi complicanze.
Se il bambino è in buona salute, il più delle volte l’influenza si risolve in pochi giorni, senza particolari conseguenze. Tuttavia, soprattutto nel caso di bambini molto piccoli o cagionevoli, può capitare che dia origine ad complicazioni spiacevoli, come dell’influenza infezioni batteriche dell’apparato respiratorio e dell’orecchio che, a loro volta, possono dar luogo a:
Più rara, invece, è la comparsa di tonsilliti, convulsioni, meningiti ed encefaliti.
In tutti i casi, è sempre bene far affidamento al proprio pediatra; in caso di decorso difficoltoso della malattia, inoltre, è utile tenere a portata di mano un vademecum di consigli, utili in caso di influenza o sospetta influenza.
New Africa/shutterstock.com
Sulla base delle indicazioni del Ministero della Salute della Società Italiana Pediatria, abbiamo stilato un piccolo vademecum, che speriamo sia utile a prevenire, per quanto possibile, i malanni invernali come l’influenza o il raffreddore nei bambini.
Anche se apparentemente banale, lavarsi le mani rappresenta l’intervento di prevenzione più importante, ed è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei metodi più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni.
Syda Productions/shutterstock.com
Come abbiamo accennato, un elemento di disturbo per le nostre vie respiratorie è rappresentato dal riscaldamento.
Se infatti spesso si sente dire, in caso di influenza, di star coperti ed al caldo, bisogna ricordare che altrettanto importante è areare le stanze in cui i bambini trascorrono molto tempo, accorgimento basilare per ridurre i possibili contagi.
L’influenza infatti, sebbene sia chiamata anche “malattia da raffreddamento”, non deve trarre in inganno: i patogeni hanno vita molto più dura all’aperto che nei luoghi chiusi e caldi.
Il riscaldamento, infatti, agisce sulla naturale umidità delle mucose e ne riduce le capacità di difesa, oltre che permettere una maggiore diffusione dei germi.
Al contrario, lasciare che trascorrano un po’ di tempo all’aria aperta, anche in inverno, non facilita l’insorgere dell’influenza e, anzi, potrebbe essere un buon consiglio: via libera quindi ai giochi all’aperto anche se fa freddo, nel cortile della scuola o al parchetto.
Quindi trascorrere un po’ di tempo, come sappiamo, infatti, negli spazi esterni gli agenti patogeni sono meno concentrati, si disperdono con facilità grazie al vento ed al sole, che contribuisce con i suoi raggi UV a tener a bada la loro crescita.
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Secondo la Sip, Società italiana di pediatria, sono poche semplici regole che permettono di affrontare l’influenza nei bambini in maniera adeguata.
Innanzitutto, far riposare il bambino è il primo consiglio, seguito da altri necessari accorgimenti:
In caso di bambini a rischio di complicanze, il consiglio è di fare affidamento al proprio pediatra che certamente consiglierà una terapia antivirale sistemica.
Come abbiamo visto, quindi, per proteggere i nostri figli e noi stessi dai cosiddetti malanni di stagione possiamo ricorrere ad una prevenzione accurata, guidata dal buon senso, e nel caso di malattia ad una pronta cura mirata. Il consiglio più importante per affrontare le malattie del proprio bambino, tuttavia, è affidarsi sempre al proprio pediatra di fiducia . Altrettanto importante, quindi è individuare un medico di cui possiamo realmente fidarci, e su cui potere contare anche in caso di necessità. Con Protezione Famiglia Ragazzi, la polizza ideata da UniSalute per la salute dei più piccoli, è possibile anche usufruire del servizio “Il pediatra risponde”, che consente di chiarire con i pediatri UniSalute ogni dubbio sulla salute del proprio figlio. Perché non saperne di più?
Fonti
salute.gov.it
Quaderni del Ministero della Salute “Promozione e tutela della salute del bambino e dell’adolescente: criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale”
“Influenza: un’epidemia di equivoci”, di Fabio Franchi , Manuela Lucarelli , e Livio Giuliani.
onb.inlm.nih.govsip.it
epicentro.iss.it
ospedalebambinogesu.it
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