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Il granuloma dentale è un’infiammazione cronica dell’apice radicale del dente (ovvero la parte più vicina alla mascella oppure alla mandibola), che spesso si presenta senza sintomi. Se trascurata, però, può portare a danni anche gravi come, nel caso più tipico, un ascesso.
Per questo è fondamentale sapere in cosa consiste e, in caso di dubbi, ricorrere prontamente all’intervento del proprio dentista.
Vari disturbi e malattie, come la parodontite, possono colpire il cavo orale e anche i denti, sebbene siano molto resistenti. Il granuloma dentale, chiamato anche granuloma apicale o periapicale, per esempio, è un’infiammazione cronica che coinvolge la parte del dente più vicina alla mascella o alla mandibola e può interessare anche i tessuti circostanti. Sebbene talvolta venga confuso con una forma tumorale, non si tratta di un cancro quanto di uno stato infiammatorio che, se non individuato per tempo, può stabilizzarsi nel tempo. Il rischio è che, in questo modo, coinvolga il dente in maniera più seria fino ad arrivare alla polpa dentale, causando dolori o addirittura la necrosi del dente.
In base alla gravità e alla localizzazione dell’infiammazione, gli odontoiatri identificano tre tipologie di granuloma:
Africa Studio/shutterstock.com
In generale, il granuloma dentale si presenta asintomatico, almeno nelle fasi iniziali, e può restare silente addirittura per anni. L’infezione a cui è dovuto, infatti, cronicizza facilmente e in poco tempo: i batteri e i granulociti (una particolare tipologia di globuli bianchi) si trovano per un consistente lasso di tempo in una condizione di equilibrio. Questo fa sì che la diagnosi non avvenga nell’immediato e che spesso ci si rivolga al dentista quando i tessuti hanno già subito un danno, ovvero quando i batteri hanno preso il sopravvento sui globuli bianchi e possono aver già infettato altri tessuti. Talvolta, quindi, i pazienti riportano la presenza di:
Nei casi più gravi, infine, i sintomi possono coinvolgere anche altre parti del corpo, con:

Come abbiamo appena visto, il granuloma dentale non va affatto sottovalutato. Prima di occuparci, però, delle conseguenze e delle terapie comunemente impiegate per la cura, cerchiamo di capire quali sono i fattori che possono scatenarlo. Spesso, infatti, si crede che un granuloma possa comparire solo come conseguenza di una carie non curata correttamente, che è sicuramente una delle cause, ma non la sola. Tra le altre:
Sebbene si tratti di un problema spesso asintomatico, il trattamento del granuloma non va affatto posticipato né sottovalutato. Il rischio, infatti, è che l’infiammazione si espanda e arrivi a interessare i tessuti circostanti: per questo è molto importante, dopo la diagnosi, tenerlo sotto controllo attraverso indagini diagnostiche periodiche e programmare con lo specialista un percorso terapeutico. Nei casi più gravi, infatti, il granuloma dentale può addirittura causare il riassorbimento dell’osso nel quale è contenuto. Un altro rischio legato al granuloma apicale latente è che i batteri presenti nel sito dell’infezione si diffondano progressivamente nell’organismo, soprattutto se le difese immunitarie sono ridotte, causando altre malattie.
Se si interviene tardi, inoltre, le chances di salvare il dente interessato diminuiscono e potrebbe essere necessario un impianto. Perdere un dente comporta non solo una diminuzione della funzionalità masticatoria (sebbene l’implantologia fornisca delle soluzioni all’avanguardia), ma può avere ripercussioni sui denti vicini, causando malocclusione, ovvero un disallineamento fra l’arcata dentaria superiore e quella inferiore, e anche problemi di postura.
Tra i rischi che un granuloma comporta, quando resta a lungo latente e non è curato, c’è lo sviluppo di una fistola gengivale che, se trascurata, può trasformarsi in dentale. Si tratta di una lesione della gengiva causata da un’infezione, e che può dipendere anche dalla cattiva igiene orale, da un indebolimento del sistema immunitario o da interventi odontoiatrici non riusciti.
Una fistola gengivale può essere asintomatica oppure provocare dolore e fastidio nella zona interessata; in base alla gravità della situazione, si può intervenire in maniera diversa, ma in genere bisogna drenare i liquidi presenti e ridurre l’infiammazione, per evitare che arrivi a interessare anche il dente.
Jacob Lund/shutterstock.com
Come abbiamo visto, individuare e curare un granuloma dentale per tempo è fondamentale perché, se trascurato, può portare a conseguenze anche croniche. La corretta diagnosi è il passo più importante (attraverso una radiografia endorale o una panoramica dentale), a partire dal quale lo specialista potrà valutare le modalità di intervento, non necessariamente legate alla presenza o meno di sintomi evidenti. Generalmente sono:
In ogni caso, il granuloma dentale rappresenta un problema che va affrontato prontamente e con il supporto necessario di uno specialista. Chi si trovasse in difficoltà può ricorrere ad un’assicurazione sanitaria come UniSalute Dentista che consente di attingere a una vasta rete di odontoiatri convenzionati. Questa polizza copre, oltre a visita di controllo e igiene dentale annuale sempre gratuite, interventi chirurgici odontoiatrici extraricovero e tariffe agevolate su tutte le prestazioni: un motivo in più per non rimandare il controllo dal dentista.
Articoli scritto con il contributo di Angela Caporale
Fonti:
endodonzia.it
gvmnet.it
L’articolo Come si manifesta e come si cura il granuloma dentale? sembra essere il primo su InSalute.
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