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La fase in cui si toglie il pannolino è sempre un passaggio delicato sia per il piccolo che per i genitori. Il processo che porta il bimbo all’autonomia nell’evacuazione non ha tempi prestabiliti, e non inizia per tutti alla stessa età: generalmente, ci sono bambini che mandano i primi segnali già intorno ai 18 mesi, altri che diventano autonomi a due anni, altri verso i tre, e altri ancora che hanno necessità di indossare il pannolino anche oltre.
Non è raro quindi che ai genitori sorgano dubbi riguardo alla modalità corretta con la quale accompagnare il bambino verso l’indipendenza, e può succedere che questo momento sia fonte di stress e preoccupazioni: proprio per questo, oggi dedichiamo un articolo di approfondimento a questa tematica, scoprendo insieme alcuni suggerimenti per togliere il pannolino, soprattutto in estate, sfruttando magari l’arrivo del caldo, valido complice nella fase di transizione.
Per comprendere al meglio come gestire lo spannolinamento, è utile ripercorrere gli approcci che sono stati tenuti nell’ultimo secolo riguardo a questa fase.
Nei primi decenni del Novecento, infatti, si tendeva a stimolare i bambini all’autonomia già dall’anno di età, non senza forzature e costrizioni che, nel tempo, potevano portare a effetti opposti, con episodi di perdite durante il giorno ed enuresi notturna.
Negli anni ’60, il pediatra americano T.B. Brazelton, studioso del comportamento dei bambini e autore di numerosi manuali volti alla crescita di figli autonomi e consapevoli, ha sviluppato ricerche che hanno fatto luce sull’importanza dell’approccio centrato sul bambino, nello spannolinamento così come in molti altri aspetti.
Il metodo proposto da Brazelton, che è poi giunto fino ai giorni nostri, vede il piccolo come protagonista attivo del processo di abbandono del pannolino, e sono i genitori a dover attendere il momento giusto, monitorando con attenzione, pazienza e senza fare pressioni, i segnali con cui il piccolo comunica la sua volontà di autonomia.
Ma quali sono, quindi, questi segnali, e come possono fare i genitori a capire se effettivamente il bambino è pronto? E inoltre, a che età il bimbo dovrebbe compiere questo passaggio? Vediamolo insieme.
Il bambino, fin da piccolissimo, comunica ogni sua esigenza fisiologica: fame, sonno, necessità di evacuare, e così via. Se da neonato il piccolo si fa capire soprattutto attraverso il pianto e con alcune movenze ricorrenti – come ad esempio girare il capo e aprire la bocca alla ricerca del seno quando ha fame –, via via che cresce collezionerà una serie di atteggiamenti, gesti e piccole azioni con le quali fa comprendere agli adulti intorno a lui di cosa ha bisogno.
Per esempio, si gratterà un orecchio quando ha sonno, emetterà versi o brevi parole per comunicare la fame o la sete, così come compirà gesti connessi al bisogno di andare in bagno. È fondamentale comprendere che ogni bambino ha il suo linguaggio specifico, e saranno gli adulti – genitori e altre figure di riferimento – ad avere il compito di comprendere cosa il piccolo sta comunicando, proprio come teorizzato da Brazelton.
Halfpoint/gettyimages.it
Per comprendere che il bambino si sta avvicinando al momento giusto per togliere il pannolino è quindi opportuno monitorare alcuni segnali, sia fisici che comportamentali:
Secondo quanto indicato anche dall’American Academy of Pediatrics, come abbiamo accennato, non esiste un momento “giusto” per lo spannolinamento uguale per tutti i bambini, ma è importante tenere presenti le diverse caratteristiche e necessità di ognuno.
Generalmente, possiamo riassumere dicendo che:
Tenendo quindi conto di questi suggerimenti, se il nostro bimbo inizia a comunicare i segnali che ci fanno comprendere che è pronto, possiamo procedere proponendogli lo spannolinamento, avendo cura di seguire alcune indicazioni, sia pratiche che comportamentali, che aiuteranno sia il piccolo che la sua famiglia a vivere questo momento in modo naturale e senza forzature. L’estate, poi, potrebbe essere proprio la stagione estiva per togliere il pannolino e non rinviare questa operazione.
romrodinka/gettyimages.it
Fin da piccolissimi, è importante far sentire i nostri figli parte di un processo di accudimento attivo, dove loro stessi sono nel pieno della loro dignità. Ciò significa, per esempio, fare attenzione a come ci poniamo nei confronti del suo corpo fin dai primissimi momenti: durante il cambio del pannolino e il bagnetto, quando si spalma la crema o si veste il bambino, è importante che la mamma e papà gli parlino dolcemente, portando attenzione sulle diverse parti del corpo, pronunciando a voce alta i nomi, e coinvolgendo il piccolo in giochi, canzoncine e diciture affettuose.
In questo modo, il bimbo si sentirà al centro di un atto di cura, e ciò gli sarà utile, via via, per conoscere meglio se stesso e il proprio corpo: come abbiamo visto, questa è una delle basi fondamentali per essere in grado di evacuare con autonomia.
Come accennato, l’estate è un momento particolarmente indicato per iniziare il processo di eliminazione del pannolino, sia perché è più facile cambiare il piccolo qualora si bagni e si sporchi, sia perché i bambini passano già parecchio tempo nudi o liberi da vestiti, come ad esempio al mare.
Questo fattore è molto importante ai fini pratici, perché agevola la naturalezza del gesto, e libera i genitori da parte della fatica, rendendo il processo più agevole.
Fin da quando il bambino sta seduto nei primi mesi di vita, se i genitori lo desiderano, possono proporre al bambino di familiarizzare con gabinetto, utilizzando per esempio un riduttore per wc, oppure un vasino.
Quando il nostro bambino sarà più grande, gli si potrà proporre di recarsi in bagno nel momento in cui manifesta segnali relativi al bisogno di rilasciare la pipì o le feci: pian piano il piccolo si sentirà sempre più parte attiva e protagonista, e vorrà andare da solo, anche per imitare il comportamento di mamma e papà.
È molto importante non preoccuparsi se nostro figlio manda input che poi si rivelano un “falso allarme”: trascorrere qualche minuto in bagno, insieme alla mamma e papà, può trasformarsi in un momento di gioco, canto o lettura di un libro.
È poi molto utile guidare il bimbo nel riconoscimento dei segnali che presagiscono la necessità di andare in bagno. Per esempio, gli si potranno porre domande come “sei tutto rosso, forse devi fare la cacca?”, oppure “forse hai male al pancino, è il momento di fare pipì?”, e così via. Questo aiuterà il piccolo a collegare la sensazione fisica con l’evacuazione, guidandolo nel percorso verso l’autonomia.
wrzesientomek/gettyimages.it
La fase dello spannolinamento può essere fonte di preoccupazioni e, proprio per questo, è molto importante non caricarlo di ulteriori stress. Nello specifico, si consiglia di:
Ricordiamoci che la più grande soddisfazione per un bambino piccolo è conquistare via via le proprie autonomie: tra queste c’è anche l’andare in bagno da solo.
È quindi fondamentale avere fiducia in lui, gratificarlo, accudirlo con amorevolezza e stargli accanto con pazienza, rispettando i suoi tempi e senza mai forzare la mano, pretendendo che – per comodità dell’adulto – il piccolo impari prima del tempo a svolgere funzioni per cui non è pronto. Un bambino che si sentirà compreso in questa delicata fase della sua crescita scoprirà l’autonomia e la fiducia in se stesso.
La fase in cui si toglie il pannolino, come abbiamo detto, fa parte di un vero e proprio processo educativo, in cui sono coinvolti in prima persona sia i genitori che il piccolo.
Il mestiere dei genitori è il più difficile del mondo: nel passaggio dello spannolinamento, come in molti altri momenti, si ha necessità di avere accanto uno specialista fidato a cui porre domande e quesiti, per comprendere se si è sulla strada giusta, e come intervenire in caso di necessità.
Proprio per questo può essere utile sapere che esistono polizze sanitarie create ad hoc per le necessità dei nostri figli, come Protezione Famiglia Ragazzi di UniSalute, che prevede il servizio “Il pediatra risponde”, grazie al quale si può contattare telefonicamente un pediatra per porgli domande e avere chiarimenti sulla salute dei nostri figli.
E voi, che esperienze di spannolinamento avete avuto?
Fonti:
ospedalebambinogesu.it
uppa.it
brazeltontouchpoints.org
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