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La displasia dell’anca del cane è una malattia che si sviluppa durante la crescita dell’animale e che interessa l’articolazione dell’anca. Può diventare molto invalidante nel corso del tempo, in quanto porta a una degenerazione progressiva, per cui è importante diagnosticarla precocemente così da mettere in atto i trattamenti idonei a contrastarla. Scopriamo quali sono i sintomi tipici di questa patologia, le cause scatenanti e le terapie previste.
La displasia dell’anca del cane è una malformazione che colpisce l’articolazione coxo-femorale, ovvero l’anca. Questa malattia porta a un’usura dei margini articolari e a una conseguente degenerazione della cartilagine, e si evolve, con il passare del tempo, in artrosi cronica. Si tratta di una patologia dello sviluppo, che si manifesta quindi durante la crescita del cane. Sebbene qualsiasi razza possa svilupparla, quelle maggiormente a rischio sono le razze di taglia grande o gigante, mentre è più raro riscontrarla in cani di piccola taglia. Tra quelle più soggette ci sono, ad esempio:
SashaFoxWalters/gettyimages.it
Per comprendere meglio che cosa accade nella displasia, dobbiamo prima capire com’è fatta l’anca. Questa articolazione è costituita dalla testa del femore e dall’acetabolo, la cavità in cui la testa del femore si articola: in altre parole, è come se avessimo una sfera (la testa del femore) che si muove all’interno di una cavità (l’acetabolo). In una conformazione corretta, l’acetabolo e la testa del femore corrispondono perfettamente e si “incastrano” in modo ottimale. In presenza di displasia, invece, queste due parti non si adattano come dovrebbero: ciò causa una condizione di instabilità che, con il continuo movimento del cane, provoca le conseguenze degenerative di cui abbiamo parlato.
La malattia può manifestarsi con vari livelli di gravità e, a seconda del soggetto, i sintomi possono apparire in fasi differenti. È inoltre possibile che alcuni animali non mostrino segni evidenti della patologia. Vediamo alcuni dei segnali più comuni:
thiagoamoreton/gettyimages.it
La displasia dell’anca del cane è una patologia multifattoriale. Diversi elementi influiscono sul suo sviluppo e sulla sua gravità, ma il fattore genetico riveste primaria importanza. La trasmissione ereditaria è di tipo poligenico, poiché dovuta a numerosi geni, e la displasia può essere trasmessa anche se il genitore non presenta la malattia, in quanto portatore sano dei geni che la provocano.
Lo sviluppo della displasia, però, può essere influenzato anche da alcuni fattori ambientali come l’alimentazione e la quantità e tipologia di esercizio fisico. Ad esempio, un rapido aumento del peso dell’animale, in seguito a un eccessivo apporto nutrizionale, può incidere sulla malattia.
L’ideale sarebbe diagnosticare la patologia il prima possibile, quando il cane è ancora un cucciolo. Per questo motivo, soprattutto i piccoli appartenenti a delle razze a rischio dovrebbero essere sottoposti a un controllo mirato, in modo da poter agire per tempo sullo sviluppo della displasia con trattamenti capaci di bloccarne o rallentarne il progresso. La presenza della malattia, infatti, può essere rilevata già durante i primi mesi di vita del cane, e il periodo ottimale è tra i 3 e i 5 mesi. Spesso, tuttavia, i cuccioli non vengono controllati precocemente perché difficilmente, a questa età, mostrano i segni della displasia.
La diagnosi precoce può avvenire tramite un’accurata visita ortopedica, che consiste nella palpazione dell’anca, e l’esame radiografico.
gilaxia/gettyimages.it
La displasia può manifestarsi in diverse forme e livelli di degenerazione articolare. Per curarla esistono varie tipologie di trattamento e ogni caso va valutato singolarmente. In particolare, è possibile distinguere tra trattamento conservativo e trattamento chirurgico.
Comprende:
fpphotobank/gettyimages.it
Include le seguenti opzioni:
Come abbiamo visto, sottoporre il cane a dei controlli sin da cucciolo è importante per prevenire una patologia degenerativa come la displasia. Se volete proteggere la salute del vostro animale, usufruire di visite gratuite e di prestazioni a tariffe agevolate, è possibile sottoscrivere l’Assicurazione Doctor Pet, la polizza sanitaria di UniSalute pensata per gli amici a quattro zampe. Grazie a queDoctor Petsta assicurazione è possibile beneficiare anche del servizio “Il veterinario risponde”, che consente di chiedere una consulenza ai veterinari di UniSalute in caso di dubbi o domande sulla salute del cane.
Fonti:
fondazionesaluteanimale.it
acvs.org
AIVPA JOURNAL – Italian journal of companion animal practice – 1/2014
pdsa.org.uk
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