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Tra tutti i test e gli esami ambulatoriali diagnostici a cui ci si può sottoporre, dalla risonanza magnetica fino ad arrivare alla colposcopia, l’elettrocardiogramma da sforzo è uno dei più comuni. Si tratta di un test rapido e non invasivo, spesso obbligatorio per chi conduce un’attività sportiva a livello agonistico, oppure consigliato a chi soffre di disturbi del cuore, perché permette di tenere monitorata l’attività cardiaca e valutare se sono presenti anomalie o patologie.
In quest’articolo cercheremo di comprendere bene come funziona, in quali casi si rivela utile e quanto dura.
La terminologia elettrocardiogramma da sforzo (o sotto sforzo) è piuttosto comune e spesso è abbastanza fuorviante, perché con essa si può fare riferimento a due differenti tipi di esame:
Questo secondo test viene anche definito la “prova del cubo”, perché lo sforzo è eseguito facendo salire e scendere su un cubo adattato al sesso e all’altezza (da 30 a 50 cm). Inoltre, si tratta di uno vari esami che possono essere effettuati durante la visita di idoneità sportiva per ottenere il certificato medico sportivo, e quindi è obbligatorio per chiunque conduca uno sport a livello agonistico.
In questo articolo, ci occuperemo dell’elettrocardiogramma sotto sforzo, che adesso vediamo nel dettaglio.
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Come sottolinea il nome stesso, l’elettrocardiogramma da sforzo o Test Ergometrico Massimale (TEM) prevede l’attuazione di uno sforzo fisico finalizzato a valutare l’andamento del sistema cardiocircolatorio in caso di affaticamento, e ciò permette di evidenziare eventuali alterazioni che non sono riscontrabili “a riposo”. In altre parole, registra l’attività del cuore, e in particolare verifica se, con l’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa a causa di uno stress fisico, compaiono segni elettrocardiografici o sintomi dolorosi a causa di ostruzioni delle arterie coronarie. Quindi, l’ECG sotto sforzo è un esame fondamentale per valutare casi di aritmia cardiaca o di cardiopatie ischemiche con dolore toracico.
L’elettrocardiogramma sotto sforzo o TEM è un esame molto utilizzato nella medicina sportiva come esame di “secondo livello”, oppure per valutare la condizione del sistema cardiocircolatorio in soggetti considerati a rischio. Vediamo in quali casi l’indagine è obbligatoria.
Al di là di questo, data la sua importanza e attendibilità nel monitorare l’attività cardiaca, si tratta di un test fondamentale per lo screening cardiologico e, quindi, consigliato per controllare nel tempo il comportamento di una cardiopatia ischemica già nota, oppure per effettuare valutazioni sull’efficacia di una terapia farmacologia, di un’angioplastica o di un intervento di by-pass, e infine per gli accertamenti cardiologici nei pazienti soggetti a diabete.
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Nella pratica, l’elettrocardiogramma da sforzo è un esame in cui il paziente viene invitato a pedalare su un’apposita cyclette (il cicloergometro) oppure a correre sul Treadmill. Vengono applicati degli elettrodi sul torace e sul dorso, mentre attorno al braccio il manicotto per la rilevazione della pressione: dopo la registrazione di un elettrocardiogramma di base, inizia l’esercizio fisico e, durante lo sforzo, il cardiologo monitora la frequenza cardiaca, i battiti e la pressione arteriosa, attraverso un monitor a cui sono collegati gli elettrodi. Un elemento importante è la gradualità con cui questo test si svolge: infatti, è fondamentale il passaggio da una condizione di “riposo” a una di “non riposo”; perciò si incrementa mano a mano la resistenza dei pedali (oppure la velocità della pedana mobile), fino a raggiungere un valore predeterminato di frequenza cardiaca, che è calcolato dal medico specializzato in base al peso e all’età del soggetto, per evidenziare variazioni del tracciato, alterazioni del battito o altri disturbi.
Prima di sottoporsi all’ECG sotto sforzo, è importante rispettare comunque alcuni accorgimenti.
La durata della prova è variabile: lo scopo è infatti quello di raggiungere una determinata frequenza cardiaca in maniera progressiva e graduale, e questo dipende da una serie di fattori, come l’età del paziente o dal grado di allenamento e di sopportazione dello sforzo fisico. Mediamente, però, sottoporsi all’elettrocardiogramma richiede dai venti ai trenta minuti.
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L’elettrocardiogramma da sforzo è un test abbastanza rapido, come abbiamo appena ricordato, e non invasivo. Tuttavia, comporta uno sforzo fisico crescente, ed è quindi importante effettuare prima un’anamnesi completa dello stato di salute del paziente e rendergli note le possibili complicanze. Per questa ragione è necessario firmare un consenso informativo.
Quali sono i rischi? Principalmente, si tratta di affaticamento, possibile comparsa di dolore anginoso, di segni di ischemia coronarica, di aritmie o eccessivo aumento della pressione. Gli esperti, però, tranquillizzano, perché si tratta proprio di quei “sintomi” che si vanno a cercare con questo test, e infatti l’ECG sotto sforzo è un test “provocativo”: di solito, i sintomi sono transitori e passano quando si interrompe lo sforzo. L’esame deve però essere effettuato da medici esperti e provvisti di tutti gli strumenti idonei per fronteggiare eventuali complicanze, anche se si tratta di un’eventualità molto rara.
Per le ragioni elencate sopra, l’elettrocardiogramma è controindicato se il paziente:
Inoltre, possono sussistere eventuali impedimenti di tipo fisico, come difficoltà a correre o a pedalare, casi di artrosi grave, ecc.
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Gli esperti sono concordi nel dire che l’elettrocardiogramma da sforzo è preferibile rispetto all’ECG dopo sforzo come metodo di prevenzione delle cardiopatie ischemiche e altre patologie. Tuttavia, è bene sapere che esistono alcune problematiche che possono limitare la portata preventiva di questo test.
Quindi, in conclusione possiamo affermare che l’elettrocardiogramma da sforzo è un test strumentale che, in linea generale, è da considerarsi attendibile per quanto riguarda la rilevazione di determinate patologie e il monitoraggio dell’attività cardiaca.
Per chi ha necessità di monitorare in maniera frequente lo stato di salute del cuore, per ragioni strettamente mediche o sportive, può valere la pena valutare una polizza assicurativa specifica, come Protezione Famiglia di UniSalute, che offre la garanzia di una prevenzione a 360 gradi contro il rischio cardiovascolare grazie a esami del sangue, visita cardiologica e, soprattutto, elettrocardiogramma da sforzo gratuiti una volta all’anno in strutture convenzionate.
Raccontateci la vostra esperienza: vi siete mai sottoposti a un elettrocardiogramma sotto sforzo?
Fonti:
gavazzeni.it
gvnet.it
humanitas.it
L’articolo Elettrocardiogramma da sforzo: a cosa serve, in cosa consiste e quanto dura sembra essere il primo su InSalute.
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