[ad_1]
Come molti di noi sanno, il gonfiore è un sintomo comune a molte patologie. Spesso un gonfiore localizzato rappresenta una conseguenza post-traumatica; in altri casi, invece, può trattarsi di un segnale di scompensi meno evidenti ma altrettanto seri e, per questo motivo, si configura come un sintomo da approfondire in sede clinica.
A questo proposito, vogliamo oggi esaminare il disturbo dei piedi gonfi, riscontrabile soprattutto nei soggetti anziani: in questo articolo vedremo quali sono le cause più comuni e passeremo in rassegna le indicazioni generali utili a individuare il fenomeno patologico e a intervenire per tempo.
Prima di concentrarci sulle cause del gonfiore agli arti inferiori nelle persone avanti negli anni, analizziamo questo sintomo a livello generale. Le abitudini alimentari irregolari, una postura scorretta e prolungata, calzature scomode oppure una condizione di obesità sono alcuni dei fattori all’origine di questo disturbo. Il gonfiore a piedi e caviglie può essere temporaneo e manifestarsi solo sporadicamente, per esempio alla sera. In questo caso, il medico potrebbe consigliare una serie di accorgimenti terapeutici che, in assenza di patologie più gravi, contribuiranno a ripristinare una condizione di normalità, alleviando il disturbo.
Tuttavia, il gonfiore può essere persistente ed è quindi necessario approfondire eventuali altri sintomi e considerare la storia clinica del soggetto. In particolare, in sede ambulatoriale il paziente e i suoi familiari saranno chiamati a esaminare con attenzione aspetti quali:
Si tratta di considerazioni preliminari di grande utilità per il medico, che dovrà escludere l’eventuale accumulo di liquidi dovuto a ritenzione idrica e analizzare la qualità del flusso cardiocircolatorio.
Il piede diabetico, caratterizzato soprattutto da ulcerazioni, ma anche da deformità delle dita, è una conseguenza molto comune legata a due complicanze croniche del diabete, la neuropatia diabetica e la vasculopatia periferica. Queste due condizioni derivano, rispettivamente, dai danni neurologici e da quelli al sistema circolatorio causati dal diabete, e sono abbastanza comuni tra le persone che soffrono di questa malattia. Tuttavia, c’è anche una complicanza più rara e poco conosciuta, il “piede di Charcot”, che comporta un’alterazione dei tessuti molli, delle ossa e delle articolazioni. La diagnosi precoce è importante: un intervento tempestivo, con l’immobilizzazione dell’arto, offre infatti maggiori possibilità di arrestare la malattia, che altrimenti deforma l’arco plantare in maniera irreversibile, con ulcerazioni dolorose e infezioni ossee. Anche in questo caso, tra i primi sintomi che si riscontrano c’è il gonfiore del piede, accompagnato da arrossamento e dolore.

Tra i pazienti più colpiti dal gonfiore agli arti inferiori ci sono gli anziani, poiché tra le cause troviamo l’insufficienza venosa e lo scompenso cardiaco, disturbi molto frequenti tra gli over 65.
Esistono, infatti, almeno due tipologie di gonfiore: la prima è causata da una condizione di insufficienza venosa, dovuta per lo più al deterioramento fisiologico dei vasi e dei tessuti, ad alcune patologie renali oppure a eventuali complicazioni di una gravidanza. In tali casi, il gonfiore è accentuato alla sera e migliora notevolmente al mattino, perché gli arti inferiori sono rimasti a riposo durante la notte: il medico consiglierà dunque una terapia meccanica, basata sull’utilizzo di calze contenitive e di dispositivi che consentano di tenere gambe e piedi sollevati anche di notte.
Quando, al contrario, la causa del gonfiore è causata da uno scompenso cardiaco, il gonfiore non scompare durante la notte; è quindi necessario indagare su una possibile ritenzione di liquidi dovuta alla mancata irrorazione del sangue ai distretti più distanti, tra i quali appunto i piedi e le caviglie. Se la pompa cardiaca distribuisce cioè meno sangue del dovuto, gli arti inferiori – a causa della gravità – saranno maggiormente soggetti a sviluppare un edema da scompenso cardiaco.

Definito dall’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci come “la condizione patologica nella quale il cuore non riesce a pompare in modo soddisfacente sangue nel resto dell’organismo”, lo scompenso cardiaco colpisce prevalentemente i soggetti al di sopra dei 65 anni e si caratterizza, purtroppo, per essere scarsamente sintomatico. Il paziente che ne è affetto riscontra solitamente:
Con l’aiuto del Professor Costa, cerchiamo ora di spiegare l’origine di tale disfunzione cardiaca; di seguito, daremo uno sguardo ai fattori di rischio e alle opzioni terapeutiche.

Lo scompenso cardiaco può quindi avere tra i sintomi il gonfiore ai piedi negli anziani. Ma come arriva a manifestarsi una condizione di scompenso e chi è più esposto a questa patologia? Trattandosi di una disfunzione del sistema cardiocircolatorio, lo scompenso cardiaco può avere molteplici cause. Solitamente, nel percorso diagnostico, all base dello scompenso si individuano:
È bene poi evidenziare come molte di queste condizioni abbiano come fattore di rischio comune uno stato di ipertensione arteriosa; ne consegue che gli individui più soggetti a sviluppare uno stato di scompenso cardiaco cronico siano i fumatori e i soggetti affetti da diabete o tendenti all’ ipercolesterolemia.
Seguire pedissequamente la terapia farmacologica ad hoc indicata dal medico è cruciale per ridurre il livello di gravità del disturbo; inoltre, per riequilibrare il quadro sintomatologico è necessario anche modificare radicalmente lo stile di vita del paziente.
Fondamentale, da questo punto di vista, è il ruolo dei familiari, al fine di monitorare lo stato di salute dei pazienti più anziani. A tal proposito, è opportuno valutare con uno specialista l’eventualità di prevedere per il paziente un percorso di riabilitazione basato su una giusta combinazione tra riposo e moderata attività fisica, così da ricalibrare la tolleranza del sistema cardiocircolatorio agli sforzi.
In seguito alle dimissioni del paziente, infine, è possibile optare per un iter di ospedalizzazione domiciliare, così da garantirgli un’assistenza medica e farmacologica in linea con le prescrizioni dei sanitari che hanno effettuato la diagnosi. Tra le soluzioni a disposizione nell’ambito della sanità integrativa, Assistenza domiciliare over 65 di UniSalute si caratterizza per un servizio di consulenza rapido e completo, fornito da personale sanitario altamente qualificato e sottoscrivibile a tariffe agevolate.
Se vi è accaduto di valutare le opzioni più adatte a prendervi cura di un familiare, raccontateci la vostra esperienza.
Articolo realizzato con la consulenza del professor Francesco Vittorio Costa.
Fonti:
salute.gov.it
diabete.com
associazioneaisc.org
Articolo scritto con la collaborazione di Chiara Iaquinta
L’articolo Piedi gonfi negli anziani: quali possono essere le cause? sembra essere il primo su InSalute.
[ad_2]
Source link